Baubles, Bangles and Beads

Era da un pò di tempo che non mi dedicavo alla condivisione dei brani che hanno fatto la storia del jazz.

In realtà oggi non è proprio così, perchè la composizione che sto per condividere è si uno standard, ma comunque poco conosciuto e poco suonato.

Il brano in questione è Baubles, Bangles and Beads ed è una composizione del 1953 attribuita a Rrobert  Wight e George Forrest.

A mio personalissimo parere ritengo Baubles, Bangles and Beads un brano davvero unico, un brano di quelli che è capace di suscitarmi emozioni grazie alla sua melodia dolce e ballabile.

Nel mondo della musica jazz sono stati moltissimi gli artisti che hanno registrato questo brano.

Oggi per farvi toccare con mano questa musica voglio condividere con voi alcune delle versioni che più preferisco, sperando possiate apprezzare il mio lavoro e avvicinarvi alla scoperta di questa composizione.

Intanto di seguito vi lascio il testo:

Baubles, bangles, hear how they jing, jinga-linga
Baubles, bangles, bright shiny beads
Sparkles, spangles, your heart will sing, singa-linga
Wearin’ baubles, bangles and beads
She glitter and gleam so
Make somebody dream so
That some day I may buy her a ring, ringa-linga
I’ve heard that’s where it leads
Wearin’ baubles, bangles, and beads
She should glitter and gleam so
Make somebody dream so
That some day, some day I may buy her a ring, ringa-linga
I have heard that’s where it leads
Wearin’ baubles, bangles, and beads
All those noisy bangles, and beads
La prima versione che vi propongo è quella cantata e interpretata da Sarah Vaughan in un live in Svezia datato 1964. Una versione delicata e romantica come la sua voce.

La seconda è quella di Wes Montgomery, in assoluto la mia preferita. Un tocco unico, un suono caldo e armonioso.

In questa lista non poteva mancare la musica di John Pizzarelli sempre musicale e mai scontato.

La versione di Ron Carter e Jim Hall invece molto mistica e con un arrangiamento totalmente innovativo e diverso dai precedenti, da rimanere a bocca aperta.

Per ultimo ma non per questo il peggiore, la versione live di Christian McBride con una musica più moderna e vicino al jazz che ormai siamo abituati ad ascoltare.

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