Stan Getz & J.J. Johnson – Sweet Georgia Brown

Sono sempre alla ricerca costante di video e di musica che riescano a farmi innamorare, un pò per rendere le mie giornate meno piatte e noiose, ma anche perchè ormai ho un impegno importante nei vostri confronti che è quello di farvi partecipi di ciò che ritengo utile ascoltare.

Ovviamente ognuno di noi ha propri gusti e sensazioni differenti ed è per questo che vi chiedo di partecipare attivamente sulla mia pagina facebook così da creare dibattiti costruttivi sulla musica jazz.

Oggi è la volta di altri due giganti che hanno segnato in modo evidente e importante l’andamento di questo genere musicale, diventando dei veri punti di riferimento per le nuove generazioni di musicisti.

Stiamo parlando di Stan Getz e J.J. Johnson e il live che sto per proporvi alla visione è datato 25 Novembre 1960 (JATP à la salle Pleyel – Parigi) e vede l’esibizione sullo storico e famosissimo standard Sweet Georgia Brown.

Sarò ripetitivo e scontato, lo so, ma è questo il mio modo di scrivere e affrontare l’argomento e commentare quello che tra poco andrete a vedere è davvero difficile.

Potrei dire un miliardo di cose al riguardo ma potrebbero risultare tutte banali perchè la forza musicale che questi due artisti trasmettono è davvero qualcosa di troppo emozionante e coinvolgente.

Il trombone di J.J. Johnson ha un suono scuro e molto bop, un suono che ti entra nelle vene e ti fa tremare le gambe e la cosa più bella e affascinante è che guardandolo sembra non fare il minimo sforzo nel produrre quelle frasi e quel suono così jazz.

Anche Stan Getz non scherza e il suo assolo ha una storia da raccontare che non si distacca molto da quella di J.J. Johnson, infatti se avessimo gli occhi chiusi, a parte la differenza di timbro strumentale, sarebbe difficile capire il cambio di artista.

Il tutto è ovviamente circondato da una cornice perfetta che vede nella formazione  Victor Feldman (pianoforte), Sam Jones (contrabbasso) e Louis Hayes (batteria). I tre dietro le loro spalle sembrano divertirsi a morte e la riuscita del brano è anche merito loro.

Sulla formazione sottolineo solamente uno scatenato Louis Hayes che non perde un colpo nemmeno a pagarlo.

Buon ascolto!

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